LE 12 DONNE CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA MUSICA: Yoko Ono
di Teresa Sacchi
Numerose donne hanno segnato la storia della musica, ciascuna a proprio modo.
Tra tutte, però, una in particolare è nota per una vicenda epocale che ha caratterizzato i primi anni ’70. Più nello specifico, questa donna è stata a lungo additata come l’unica e sola causa di rottura di una delle più grandi rock band di tutti i tempi. Questo fatto, ancora oggi, costituisce una delle leggende metropolitane più dure a morire del rock.
Yoko Ono nasce il 18 febbraio 1933 a Tokyo e vive fin da subito in un contesto piuttosto agiato, in quanto la sua è una delle più ricche famiglie di banchieri giapponesi. Yoko frequentò la Gakushuin, prestigiosa accademia di Tokyo, fino agli anni della maturità. Durante la Seconda Guerra Mondiale lei e la sua famiglia riuscirono a sopravvivere ai bombardamenti, rifugiandosi in un bunker sotterraneo; a termine del conflitto decisero di trasferirsi negli Stati Uniti, dove Yoko si iscrisse al college. In quell’ambiente iniziò ad avvicinarsi al mondo dell’arte e a stringere amicizie con numerosi artisti, fatto poco apprezzato dai genitori, che ritenevano che la figlia frequentasse persone appartenenti ad un rango inferiore al suo.
Nel 1956 si sposò per la prima volta con un compositore giapponese, dal quale divorziò qualche anno dopo. Nel 1962 si sposò nuovamente, con il musicista jazz Anthony Cox. La relazione tra i due fu piuttosto travagliata e ciò portò alla fine del matrimonio nel 1969. Dall’unione tra i due nacque una figlia, Kyoko, per la cui custodia Yoko intraprese un’aspra battaglia legale con l’ex marito, terminata la quale venne stabilito che la bambina avrebbe vissuto permanentemente con la madre. Tuttavia, Cox, diventato nel frattempo un fanatico religioso, nel 1971 rapì Kyoko e scomparve. Yoko ritroverà la figlia soltanto nel 1998.
Per quanto riguarda la sua carriera artistica, la Ono fu tra i primi membri di “Fluxus”, associazione di artisti d’avanguardia sviluppatasi all’inizio degli anni ’60, e fu una delle prime artiste ad esplorare l’arte concettuale e la performance artistica. I suoi lavori sono stati aspramente criticati, ma negli ultimi anni la sua arte ha ottenuto costanti riconoscimenti e ovazioni.
Nel 1966, in occasione di una mostra organizzata da Yoko presso l’Indica Gallery di Londra, l’artista ebbe il suo primo incontro con John Lennon. I due iniziarono a frequentarsi due anni dopo, una volta terminato il matrimonio di John con la sua prima moglie. Si sposarono nel marzo del 1969 e nel 1975 diedero alla luce Sean, unico figlio della coppia.
Il 20 aprile 1970 si sciolsero ufficialmente i Beatles. Come detto in precedenza, per lungo tempo (e ancora al giorno d’oggi) Yoko è stata considerata la causa scatenante di ciò, divenendo oggetto di cattiverie da parte di giornalisti e televisioni, che hanno lasciato spazio a commenti apertamente razzisti e sessisti. Per svelare l’arcano, è bene specificare che i Beatles vivevano una situazione difficile già da tempo, a causa di dissapori interni e problemi finanziari, i quali avevano irrimediabilmente incrinato i loro rapporti. Yoko c’entrava ben poco con il loro scioglimento, cosa dichiarata più volte dai Beatles stessi.
La notte dell’8 dicembre 1980 a New York John Lennon venne ucciso con cinque colpi di pistola da Mark David Chapman. Yoko, lì presente, fu testimone del delitto e rimase estremamente scioccata dall’accaduto. Dopo la morte di John, Yoko proseguì la sua carriera artistica e si lanciò nella produzione musicale, pubblicando alcuni album.
La storia di Yoko Ono dimostra come delle situazioni trattate con superficialità possano dar luogo a narrazioni false che, come in questo caso, alimentano odio e ostilità. Al giorno d’oggi, purtroppo, capita che le donne al fianco di personaggi famosi vengano accusate di essere le responsabili dei momenti difficili dei loro compagni. In ciò, Yoko Ono ha dimostrato una forte resilienza, prima, per il dolore provato a causa della figlia a lungo scomparsa e del tragico omicidio del marito, poi, dimostrandosi impassibile davanti alle numerosissime cattiverie che, da ben cinquant’anni, vengono ancora dette sulla sua persona.
